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01/07/2018

Star bene: Correre come terapia

Una ricerca dell'Istituto Piepoli per Fidal rivela che la corsa coinvolge un italiano su due e migliora la qualità della vita.

Corsa e felicità formano un binomio più che possibile. Un binomio reale. Lo afferma una recentissima indagine condotta dall’Istituto Piepoli per conto della Fidal, la Federazione di atletica leggera. «La corsa è un fenomeno collettivo che nasce anche per emulazione e contagio — dice il Direttore Centro-Sud dell’Istituto, Livio Gigliuto —. E al di là del numero dei tesserati e di chi si iscrive alle competizioni, coinvolge ormai un italiano su due». Gigliuto parla del runner come dell’«archetipo dell’innovatore», non soltanto per la sua attenzione alla tecnologia legata alla misurazione delle prestazioni ma anche per una curiosità e una disponibilità maggiori verso le opportunità della vita. Rispetto ai sedentari, chi corre va di più al cinema, legge con più frequenza, primeggia nel possesso di animali domestici, presta più attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, fa più volontariato e beneficenza. In definitiva, per il 60% dei runner la corsa ha migliorato le proprie relazioni interpersonali e per il 75% quelle lavorative.

Alessandro Cannavò/Corriere della Sera