Alla Camera dei deputati presentata la ricerca di Istituto Piepoli per Takeda Italia sul plasma e la donazione.
Presso la Biblioteca della Camera dei deputati “Nilde Iotti” si è svolto l’incontro “Plasma: quanto ne sanno gli italiani? Il valore del plasma: percezioni, ostacoli e opportunità per aumentare la disponibilità di questa risorsa preziosa e rara in Italia”, promosso su iniziativa del Vicepresidente della Camera dei deputati, Giorgio Mulè.
Nel corso dell’evento sono stati illustrati i risultati della ricerca realizzata da Istituto Piepoli per Takeda Italia, con l’obiettivo di approfondire il livello di conoscenza degli italiani sul plasma, la percezione della sua importanza e i principali fattori che possono favorire la donazione.
L’indagine evidenzia un significativo divario tra la consapevolezza dell’importanza del plasma e la conoscenza del suo impiego. Sebbene il 95% degli italiani lo consideri una risorsa fondamentale per la cura dei pazienti, solo il 23% dichiara di essere realmente informato sul suo utilizzo e meno di due persone su dieci affermano di sapere con precisione che cosa sia.
Proprio questo deficit informativo sembra rappresentare il principale ostacolo alla donazione: il 71% degli italiani si dichiara infatti disponibile a donare plasma nei prossimi dodici mesi qualora ricevesse maggiori informazioni sul suo valore terapeutico.
Nel suo intervento, Livio Gigliuto, Presidente di Istituto Piepoli, ha sottolineato come una maggiore conoscenza del plasma e del suo impiego rappresenti una leva fondamentale per trasformare la disponibilità espressa dai cittadini in un aumento concreto delle donazioni, contribuendo così a rafforzare l’autosufficienza nazionale e la sicurezza del Servizio sanitario.
Al dibattito hanno preso parte, oltre a Livio Gigliuto, il Vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè, il Presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute Ugo Cappellacci, il Presidente del Gruppo Emoderivati di Farmindustria Francesco Carugi e il Presidente di Salutequità Tonino Aceti.
L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto sul valore strategico del plasma per la produzione di farmaci plasmaderivati salvavita e sull’importanza di promuovere politiche e iniziative in grado di favorire una maggiore partecipazione alla donazione, contribuendo a rafforzare la resilienza del sistema sanitario nazionale.