Dal ricordo di Nicola Piepoli emerge un Norberto Bobbio profondamente umano: un maestro del dubbio che ha fatto del dialogo e della responsabilità civile la sua eredità più preziosa.
Nicola Piepoli è sociologo, professore universitario e tra i più noti sondaggisti italiani. Secondo fondatore dell’IPSOA, ha insegnato Metodologia della Statistica e ha collaborato con quotidiani, radio e televisioni. Da decenni analizza l’opinione pubblica, i comportamenti collettivi e i cambiamenti della società italiana. In questa intervista racconta di Norberto Bobbio, del suo rapporto col filosofo torinese, che è stato il mentore della sua vita.
Professor Piepoli, chi era Norberto Bobbio per lei?
«Incarnava la saggezza ed è rimasto il saggio della mia vita. Oggi potremmo dire che, per i francesi, una figura analoga sia Edgar Morin. Era figlio di un grande medico che aveva dato molto alla città di Torino e, come il padre, anche Norberto Bobbio metteva il proprio sapere a disposizione della collettività. Si offriva intellettualmente alla gente, rendeva la cultura accessibile. Scriveva sui giornali ed era spesso citato, punto di riferimento del dibattito pubblico».
Dove lo ha conosciuto?
«All’Università, durante gli studi di giurisprudenza. Nei primi due anni si affronta filosofia del diritto, materia obbligatoria. Ci avvicinammo a lui in due: io e il mio amico Franco Reviglio, recentemente scomparso. Eravamo giovani appassionati e gli facevamo molte domande, alle quali Bobbio rispondeva con altri interrogativi. Ci chiedeva quale fosse la nostra visione della vita e del mondo. Il confronto era singolare: uno scambio che partiva dal basso, da noi studenti, e che Bobbio valorizzava, rimettendoci al centro del discorso».
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