06/05/2021

Le mamme non partono sole

Secondo un sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli ben il 66% delle donne con figli sotto i 18 anni non hanno bisogno di partire da sole e pensano ad una vacanza con figli e famiglia.

Voglia di estate e di vacanza sì, ma non senza bimbi al seguito. Le mamme italiane, nonostante gli sforzi dei mesi di pandemia trascorsi a destreggiarsi fra smartworking, dad e famiglia, con la riapertura e la possibilità di riprendere a viaggiare preferirebbero, nella maggior parte dei casi, partire con la famiglia piuttosto che farlo da sole per evadere ritagliandosi un momento tutto per sé, che pure sarebbe sacrosanto. Secondo un sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli ben il 66% delle donne con figli sotto i 18 anni pensano a una vacanza con figli e famiglia, nonostante il maggior tempo trascorso a casa nell’ultimo anno. Solo il 27% preferirebbe lasciare i bimbi al papà, ai nonni o alla babysitter per dedicarsi qualche giorno e provare a ricaricarsi dopo lo stress legato a chiusure e lockdown. Cambia un po’ la percezione degli uomini che per il 40% si dice convinto che le proprie compagne preferirebbero godersi una vacanza senza figli e famiglia per staccare la spina e allontanarsi un po’ da una routine pesante.

Secondo Livio Gigliuto, vicepresidente dell’Istituto Piepoli, “il dato più interessante è la differenza di percezione maschile e quella femminile. Gli uomini immaginano che le mamme vogliano partire senza figli e famiglia, per riprendersi dallo stress di questa lunga fase di emergenza. Le madri, invece, smentiscono questa ipotesi”. Perché? Forse perché, spiega Gigliuto, “alcuni uomini tendono ancora a concepire la condizione genitoriale come un ‘fardello’, e pensano che lavorare e avere una famiglia siano due cose alternative. È certamente così, ma non per noia o stress dovuto alla convivenza, quanto per questioni pratiche, organizzative. Pur avendo tutto il diritto di scegliere di staccare, con questa ricerca, le madri italiane ci dicono che amano la famiglia, apprezzano la possibilità di vivere più tempo con i loro figli e il loro partner, e non subiscono il peso emotivo di convivere con i figli. Semplicemente, fanno fatica a conciliare i due mondi (lavoro e famiglia) se non ci sono servizi che le aiutino a gestirne l’organizzazione. Insomma, non hanno bisogno di fuggire dalla famiglia per andare su un’isola deserta, hanno solo bisogno, come tutti, di una società che si ponga il problema di come aiutarle per gestirla”.

Continua  a leggere Gabriella Oppedisano su Il Sole 24 Ore