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01/11/2020

Omnibus

Livio Gigliuto, Vice Presidente dell'Istituto Piepoli, ospite del Talk show di Andrea Pennacchioli. Il programma, in onda sul La7, approfondisce i temi dell'attualità politica italiana.

Nella puntata odierna, Livio Gigliuto, Vice Presidente dell’Istituto Piepoli, insieme ad altri ospiti, racconta alcune delle attuali tematiche italiane. Tra questi, da un lato, il consenso degli italiani nel nuovo DPCM e, dall’altro, le elezioni americane.

Come gli italiani gradiscono le nuove misure per contenere i contagi da Covid-19?

La maggioranza degli italiani è ancora tendenzialmente d’accordo: il consenso c’è ancora, ma sta cambiando qualcosa. Prima di tutto il peso, sempre in lievissima discesa. Questa settimana al 55% (i primi DPCM avevano un consenso al 70%). Crescono gli abbastanza convinti e diminuiscono i molto convinti. Un segnale debole che comincia ad avere un significato. Cambia l’intensità del gradimento. Poi, l’orientamento politico.

Le nuove misure per il contenimento dei contagi sono:

Sufficienti per il 46% di chi sta nel Centro-Sinistra, insufficienti per il 65% degli elettori del Centro-Destra.

L’Opinione pubblica si sta cominciando a frammentare, rispetto al consenso granitico che c’era durante i primi mesi di pandemia. Anche il Premier Giuseppe Conte usufruiva di un consenso trasversale. Adesso, invece, comincia a polarizzare l’Opinione pubblica. Gli elettori del Centro-Sinistra e dunque della maggioranza, sono d’accordo con il Presidente Conte; gli elettori del Centro-Destra e quindi dell’opposizione, sono sempre meno d’accordo con le scelte del Governo. Questa è la grande differenza rispetto ai primi mesi. Il totale è molto simile, ma sta cambiando la distribuzione del consenso. Anche per questo si sta cercando di creare una corresponsabilizzazione, una co-gestione dell’emergenza.

Fra gli ospiti di Omnibus anche Jacopo Tondelli de Gli Stati Generali, che prende la parola per dire che: “La partita si giocherà molto coinvolgendo le opposizioni, non solo in Parlamento, ma anche fra i Presidenti di Regione, anche di altri orientamenti, soprattutto perché sappiamo quante competenze hanno le Regioni in campo sanitario”.

Paolo Di Mizio, La Notizia, incalza, facendo notare che “Il miracoloso assenso di unità nazionale, quel momento terribile e anche bello della solidarietà sociale che c’era all’inizio, non c’è più. Le cose stanno cambiando e l’indagine dell’Istituto Piepoli lo mostra bene”.

Trump versus Biden: L’America di domani

A novembre, in USA, si svolgeranno le elezioni per eleggere il Presidente degli Stati Uniti d’America. Secondo lei chi vincerà le elezioni?

Dal 5 ottobre al 26 ottobre, ci dice Livio Gigliuto, il livello di consenso per Joe Biden è cresciuto. Siamo passati dal 48% al 54%. Solo il 23% del campione è pro Donald Trump, la stessa percentuale di quelli Senza opinione.

Quattro anni fa, nella sfida fra Donald Trump e Hillary Clinton, il 73% degli italiani propendevano per Hillary, gli stessi che vedevano Trump come uno sfidante facile da battere.

Perché gli italiani danno poco credito alla possibilità di Donald Trump di essere Presidente degli Stati Uniti? Probabilmente perché, risponde Gigliuto, non riescono ad empatizzare perfettamente col sistema elettorale americano che è un sistema fatto di sfide singole, corpo a corpo, Stato su Stato, in cui tu devi vincere sul singolo Stato e per farlo devi radicalizzare lo scontro. Questo gli italiani fanno fatica a viverlo perché le nostre campagne sono diverse.

Paola Tomasi di Libero, interviene dicendo che “Non la comprendiamo, perché ci sono questioni che nella nostra cultura non rientrano e che invece sono radicate nella cultura americana. Il movimento Black Lives Matters, il possesso delle armi, l’aborto, il petrolio, tutti questi temi pesano molto sul voto e vengono trattati in modo diverso rispetto a noi.