13/01/2019

Il populismo in Italia

Un sondaggio dell'Istituto Piepoli rivela come l'Italia sia un Paese di populismi che ama l'Europa ed in cui la sicurezza conta più della democrazia.

Nel corso dell’ultima settimana abbiamo impostato un sondaggio contenente alcune informazioni base sui rapporti tra opinione pubblica e governo in carica. Qui di seguito esponiamo alcune delle informazioni di base emerse.

Primo quesito: qual è il giudizio degli italiani sul lavoro attualmente svolto dal governo? Il giudizio degli italiani è piuttosto positivo. Non solo la maggioranza quasi assoluta degli italiani pensa che stia lavorando bene, ma tale giudizio è enfatizzato da coloro che dichiarano di votare Lega e  Movimento 5 Stelle. In particolare questi ultimi sono pressoché totalitariamente favorevoli all’operato del governo. La fiducia più in generale degli italiani nel governo risulta nettamente aumentata tra gli elettori leghisti e quasi ingigantita tra quelli pentastellati. L’aumento della fiducia tra i «governativi» è bilanciato dal crollo tra gli elettori delle altre aree politiche e tra coloro che di solito non partecipano al voto.

Secondo quesito: quali aree del populismo hanno attecchito nel nostro Paese? Ebbene non si tratta di aree, ma di una vera e propria avanzata del populismo in Italia dovuta al fatto che la sicurezza economica è diminuita, la disparità tra ricchi e poveri è aumentata, la sicurezza personale è ritenuta insufficiente e, soprattutto, le espressioni tradizionali della politica sono, per i bisogni degli italiani, fuori del nostro tempo.
Quanto ai desideri delle singole forze politiche, se 8 leghisti su 10 pensano che in Italia dovrebbero cessare gli arrivi dei migranti, più di 8 pentastellati su 10 pensano che si dovrebbe attivare subito il reddito di cittadinanza.
La sintesi di questa situazione dell’opinione pubblica combattuta tra paura e desiderio è che «in Italia è meglio meno democrazia e più ordine». Situazione che riguarda due terzi di chi vota Lega e più di metà di chi vota Movimento 5 Stelle. Poco importa che meno di metà degli italiani nel loro complesso esprima questo desiderio, ciò che importa è che in chi ha le leve del potere in mano il senso della democrazia è sottoposto a forti scossoni e barcollamenti.

Terzo quesito: quanto è forte l’Europa nella mente degli italiani? L’idea di Europa è forte nella grande maggioranza degli italiani. In particolare la forza dell’Europa riguarda la sua presenza in due cardini del sistema Paese: l’economia e la difesa. Otto italiani su 10 vorrebbero l’Europa più vicina in termini di economia e ancora di più sulla difesa. Nel caso dell’Europa gli aderenti ai partiti di governo sono su posizioni medie rispetto all’insieme degli italiani.

Quarto quesito: in definitiva: abbiamo un governo populista? La risposta a questa domanda diretta risulta essere positiva per 6 italiani su 10 con delle punte di 8 su 10 per coloro che aderiscono al M5S e per quasi 7 su 10 per coloro che aderiscono alla Lega. Ovviamente si tratta di un populismo «basico». Ciò significa che l’attuale forma di governo potrà durare a lungo.

Ultimo quesito: come andranno le prossime elezioni europee? Le intenzioni di voto confermano una propensione a fotocopiare il voto delle elezioni politiche del 2018 con una forte conferma del successo della Lega e con un risultato per il Movimento 5 Stelle non lontano da quello del 4 marzo.
La ricerca conferma il sentimento profondo di approvazione del governo da parte degli elettori dei partiti che lo gestiscono. Forse nasce da un grido d’allarme riguardante il sentimento democratico nell’intera struttura dell’opinione pubblica del Paese.

Nicola Piepoli per La Stampa