24/01/2019

L’Italia Gialloverde

Un'indagine dell'Isitituto Piepoli rivela come il reddito di cittadinanza sia bocciato da 6 italiani su 10, anche se farà crescere i Cinque Stelle alle Europee.

In questa ricerca abbiamo esplorato il potenziale favore dell’opinione pubblica nei confronti dell’ormai molto discusso decreto legge per la creazione del reddito di cittadinanza. Sul sussidio voluto dai grillini abbiamo posto agli italiani alcune domande. In primo luogo il sentimento con cui hanno accolto la nuova legge: solo quattro italiani su dieci hanno accolto bene la nuova legge, in linea di principio con una presenza molto alta di favorevoli tra coloro che hanno dichiarato di votare il Movimento 5 Stelle. Quest’opinione non del tutto positiva è confermata da alcune motivazioni, in particolare concernenti il lavoro: più di sei italiani su dieci considerano pressoché nulla la crescita dell’occupazione derivante dalla legge. L’eccezione, anche in questo caso, riguarda gli aderenti al Movimento 5 Stelle. I grillini, viceversa, scarseggiano nel quesito successivo dove più di metà di tutti gli aderenti agli altri partiti pensano che il reddito di cittadinanza spingerà ad alti livelli il lavoro nero. Ma, in definitiva, a quali zone del Paese questo provvedimento è destinato in termini di utilità sociale? Secondo il campione rappresentativo degli intervistati i beneficiari saranno essenzialmente gli abitanti del Meridione e delle Isole. È una risposta corale che riguarda tutti, qualsiasi partito frequentino. Quanto alla localizzazione delle interviste il coro proviene da tutte le parti del Paese: i due terzi degli abitanti del Nord, del Centro e del Sud sottolineano l’importanza del reddito di cittadinanza per una sola parte del Paese, il Sud e le Isole. E infine, c’è un partito che trarrà più consensi da questa legge nel momento del voto? Anche qui la risposta è pressoché generale e si riferisce a un’unica formazione politica beneficiaria in termini di voto del provvedimento, cioè il Movimento 5 Stelle. La Lega, pure al governo con il 5 Stelle, è molto dubbio che tragga benefici elettorali da questa legge.
La luna di miele continua
Una seconda area da noi esplorata, dato che oltretutto le elezioni europee sono ormai alle porte, è l’area delle intenzioni di voto che confermano i trend assestatisi in precedenza: i due partiti di governo risultano vincenti, anche se in diversa maniera, più in alto la Lega che in ogni caso, rispetto ai precedenti sondaggi, perde qualche punto, ma rimane il primo partito e il Movimento 5 Stelle, che pur diminuendo la propria presenza, mantiene, forse a causa del reddito di cittadinanza, la posizione indiscussa di un partito di massa. Quanto alle forze tradizionali: Forza Italia mantiene più di un elettore su 10 e il Partito Democratico più di un elettore su 7. Le intenzioni di voto per gli altri partiti, sia a destra che a sinistra, mantengono la loro struttura marginale. Il contesto quindi presenta quattro forze politiche vincenti tra cui le due forze politiche di governo che, messe insieme, rappresentano quasi 6 italiani su 10.
La lotta alle iniquità
Un’ultima domanda: tra le forze politiche in gioco in Italia c’è qualche partito più impegnato nella lotta contro le disuguaglianze sociali? E c’è qualche partito che viceversa è marginalizzato in questa lotta? La risposta dell’opinione pubblica è in merito piuttosto precisa: i partiti più impegnati nella lotta contro le disuguaglianze sono il Movimento 5 Stelle e, a una certa distanza, il Partito democratico. I partiti che invece si disimpegnano dalle tematiche sociali risultano essere la Lega seguita, a una certa distanza, da Forza Italia. In sintesi: in termini sociali il governo attuale ha due anime che interpretano, quasi pariteticamente, i due sentimenti di fondo in cui l’opinione pubblica esprime il proprio futuro.

Nicola Piepoli per La Stampa