Caro Amico, gentile Amica, con questa lettera proseguiamo la nostra comunicazione mensile su a che punto è, secondo le nostre ricerche, l'Opinione Pubblica nel nostro Paese.
Buon lavoro quindi per un autunno che auguriamo proficuo sia da un punto di vista aziendale che personale.

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Settembre: in attesa del voto sui cinque punti

Il mese di settembre è caratterizzato dalla lunga attesa del voto sui cinque punti posti dal Governo che costituisce un banco di prova per la maggioranza e che arriva solo negli ultimissimi giorni del mese. Il discorso di Fini a Mirabello, poi la decisione della maggioranza di non andare comunque al voto anticipato e infine il video con cui il Presidente della Camera chiarisce le sue posizioni occupano grande spazio sui media e colpiscono l’opinione pubblica, peraltro piuttosto decisa su un punto, e cioè che non sia interesse del Paese andare a elezioni anticipate (59% di accordo).

Per il resto è interessante notare come durante il mese di settembre nessun evento colpisca davvero in modo eclatante l’opinione pubblica: solo la morte sul lavoro dei quattro lavoratori, tre a Capua e uno a Pistoia negli stessi giorni, supera il 20% di attenzione (24%).

Si alterna invece una serie nutrita di eventi con capacità di colpire l’attenzione intermedia, tra il 10 e il 20%, tra cui le strade di Napoli ancora invase dai rifiuti, l’incredibile morte dei due tedeschi di ritorno dalla Sardegna mentre scendono in auto dal traghetto che si muove (15%), l’uccisione del Sindaco di Pollica (16%) e la morte del parà italiano in Afghanistan (18%).

Ma settembre è anche il mese della riapertura delle scuole, con le proteste e gli scioperi della fame dei precari (10%) e le polemiche sul simbolo del Sole delle Alpi in una scuola in provincia di Brescia (7%).

Un notevole impatto sull’opinione pubblica suscita anche la decisione di Sarkozy di espellere i Rom, nonché le successive critiche dell’Unione Europea. Su questo punto è interessante notare come l’opinione pubblica italiana si spacchi letteralmente in due: a un 44% di tendenzialmente più favorevoli a Sarkozy si contrappone un 45% di più favorevoli all’Unione Europea.

Per il resto si segnala una lieve ripresa dei nostri indici di propensione agli acquisti, anche se la fiducia nella ripresa economica in Italia continua a essere molto contenuta: la bilancia oscilla tra gli ottimisti e i pessimisti, entrambi tra il 46 e il 49% a seconda delle settimane.

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